Analisi SEO di un sito: cosa controllare prima di investire
Prima di investire in contenuti o campagne SEO, verifica se la struttura tecnica del tuo sito permette a Google di vedere e valorizzare i contenuti. Guida pratica all'analisi SEO.

Analisi SEO di un sito: cosa controllare prima di investire in contenuti
Stai per investire in contenuti, in una campagna SEO, o in un redesign del sito. Prima di farlo, c'è una domanda che vale più di qualsiasi keyword research: Google riesce a vedere quello che hai già?
Nella maggior parte dei casi, la risposta non è quella che ci si aspetta. Aziende che pubblicano articoli da mesi senza risultati, siti con pagine che non compaiono mai nelle ricerche, traffico organico fermo nonostante contenuti di qualità — il denominatore comune è quasi sempre lo stesso: una base tecnica che impedisce ai motori di ricerca di fare il loro lavoro.
Un'analisi SEO seria serve a questo. Non a dare un punteggio, non a controllare se hai messo la keyword nel titolo. A capire se la struttura del sito permette a Google di leggere, comprendere e valorizzare quello che pubblichi. È una diagnosi, non un voto.
Il grande equivoco sulla SEO
La logica più diffusa è lineare: più contenuti pubblichi, più traffico ottieni. Se non arriva, pubblichi di più, o meglio, o su keyword diverse. È un ragionamento che sembra sensato, ma che ignora completamente cosa succede prima che Google mostri i tuoi contenuti agli utenti.
Perché la SEO produca risultati, devono verificarsi tre cose in sequenza:
- Google deve riuscire ad accedere alle tue pagine
- Deve riuscire a capire cosa contengono
- Deve decidere che sono abbastanza rilevanti e affidabili da mostrarle
Se il primo passaggio fallisce, gli altri due non avvengono. Punto.
Non parliamo di ottimizzazioni avanzate. Parliamo di pagine che Google non riesce proprio a leggere, o che legge in modo incompleto. Se fai parte di quel 35%, puoi pubblicare i migliori contenuti del tuo settore. Non cambierà nulla.
Il collo di bottiglia invisibile
Pensare che la SEO sia una questione di contenuti, quando spesso il collo di bottiglia è tecnico, è l'errore più comune. E un collo di bottiglia tecnico non si risolve scrivendo di più.
Cos'è davvero un'analisi SEO di un sito
Quando si parla di "analisi SEO", molti pensano a strumenti che danno un punteggio da 0 a 100, o a plugin che segnalano se hai messo la keyword nel titolo. Questi strumenti hanno una funzione, ma non sono un'analisi. Sono una verifica superficiale.
Un'analisi SEO reale non misura quanto il contenuto è "ottimizzato". Misura se il sito funziona come dovrebbe dal punto di vista dei motori di ricerca.
Google stesso, nella documentazione aggiornata, spiega che bloccare risorse tecniche come CSS o JavaScript — anche involontariamente — può impedire al sistema di rendering di estrarre correttamente i contenuti. Il risultato: pagine che esistono, ma che Google non riesce a "vedere" come le vede un utente.
| Tipo di analisi | Cosa misura | Utilità reale |
|---|---|---|
| Punteggio SEO plugin | Keyword nel titolo, lunghezza meta | Cosmetica, non strutturale |
| Audit automatico generico | Checklist standard predefinite | Indicazioni generiche, spesso irrilevanti |
| Analisi tecnica strutturale | Come Google vede e interpreta il sito | Identifica i veri blocchi alla visibilità |
La prima ti dice se hai messo le keyword giuste. La seconda ti dice se Google riesce ad accedere al tuo sito, a capirne la struttura, a interpretare le informazioni che contiene. Sono due livelli completamente diversi.
Le 4 aree che determinano se la SEO può funzionare
Non serve entrare in tecnicismi complessi per capire dove si gioca la partita. Ci sono quattro aree fondamentali che determinano se un sito ha le basi per competere nei risultati di ricerca.
1. Server e tempi di risposta
Quando Google visita il tuo sito, il server deve rispondere. Se risponde lentamente, o se risponde con errori, Google riduce la frequenza delle visite. Meno visite significa meno pagine scansionate. Meno pagine scansionate significa contenuti che restano invisibili, anche se esistono e sono ben scritti.
Un server instabile o lento non è solo un problema di user experience. È un problema di visibilità organica. Il Time to First Byte (TTFB) determina quante pagine Google può scansionare in ogni sessione di crawling.
2. Struttura del codice e rendering
Un sito moderno non è solo HTML. È JavaScript, CSS, chiamate a servizi esterni, contenuti caricati dinamicamente. Google deve riuscire a "renderizzare" tutto questo per capire cosa c'è nella pagina.
Se qualcosa blocca il rendering — un file mancante, una risorsa bloccata, un errore di caricamento — il contenuto può risultare parzialmente o totalmente invisibile.
Il rendering problem
Questo succede più spesso di quanto si pensi, soprattutto su siti costruiti con framework moderni o su piattaforme che generano codice complesso. Google ha un sistema di rendering, ma non è infallibile.
3. Indicizzazione e crawlability
Non tutte le pagine che esistono su un sito finiscono nell'indice di Google. Alcune vengono escluse intenzionalmente (e va bene così). Altre vengono escluse per errore: configurazioni sbagliate del robots.txt, segnali contraddittori come un canonical che punta altrove o un noindex involontario, catene di redirect che non portano da nessuna parte, pagine duplicate che confondono il motore di ricerca.
Capire quali pagine sono indicizzate, quali no, e perché, è una delle informazioni più importanti che un'analisi SEO può fornire.
4. Chiarezza delle informazioni
Google non legge solo il testo. Cerca di capire di cosa parla il sito, quali entità rappresenta, come sono collegate tra loro. Se le informazioni sono sparse, contraddittorie, o presentate in formati che i sistemi automatici non riescono a interpretare, il sito perde l'opportunità di essere compreso — e quindi di essere mostrato alle persone giuste.
| Elemento | Impatto sulla comprensione | Come verificare |
|---|---|---|
| Dati strutturati (Schema.org) | Alto: permettono a Google di capire entità e relazioni | Test dei dati strutturati Google |
| Coerenza tra pagine | Medio-alto: segnali contraddittori confondono l'algoritmo | Analisi della struttura interna |
| Gerarchia informativa | Medio: aiuta a capire cosa è importante | Analisi heading e architettura |
I dati strutturati, la coerenza tra le pagine, la gerarchia delle informazioni: sono tutti elementi che incidono su quanto Google "capisce" il tuo business.
Perché senza queste basi i contenuti non bastano
Un sito con problemi tecnici si comporta come un canale di distribuzione ostruito. I contenuti ci sono, la qualità c'è, ma tra il punto di pubblicazione e il punto in cui l'utente potrebbe trovarli c'è un blocco che riduce — o azzera — il flusso.
E il danno si amplifica nel tempo: più contenuti produci su una base che non li distribuisce, più risorse sprechi. Non è un investimento lento. È un investimento che non arriva mai a destinazione.
Il problema si amplifica con l'AI
I sistemi di ricerca basati su intelligenza artificiale — come gli AI Overviews di Google — utilizzano gli stessi segnali di qualità del ranking tradizionale per decidere quali fonti citare. Un sito con problemi strutturali non solo si posiziona peggio nei risultati classici: ha anche meno probabilità di essere selezionato come fonte autorevole nelle risposte generate dall'AI.
Il collo di bottiglia tecnico non penalizza solo il traffico. Penalizza la visibilità complessiva del brand in un ecosistema di ricerca che sta cambiando rapidamente.
Per approfondire come l'infrastruttura impatta sulla visibilità nell'era dell'AI, leggi: SEO e AI: Perché il Vero Vantaggio È l'Infrastruttura.
Come capire se il tuo sito ha una base solida
Questa è la parte più difficile da accettare: i problemi tecnici di un sito raramente sono visibili a occhio nudo.
Il sito può sembrare veloce quando lo navighi tu. Può avere un buon punteggio su PageSpeed. Può funzionare perfettamente su tutti i dispositivi. E avere comunque problemi che impediscono a Google di indicizzarlo correttamente.
| Segnale | Cosa sembra | Cosa potrebbe nascondere |
|---|---|---|
| PageSpeed score alto | Il sito è veloce | TTFB lento, risorse bloccate, JS non renderizzato |
| Nessun errore visibile | Tutto funziona | Redirect chain, canonical errati, contenuti duplicati |
| Contenuti ben scritti | SEO fatta bene | Dati strutturati assenti, schema incompleto |
I plugin SEO non rilevano questi problemi. Gli strumenti gratuiti danno indicazioni parziali. I report automatici delle agenzie spesso si concentrano su metriche di vanità — keyword posizionate, punteggi di ottimizzazione — senza mai entrare nella struttura tecnica.
Se stai investendo in contenuti da mesi senza risultati proporzionali, se il traffico organico è fermo nonostante la qualità di quello che pubblichi, se alcune pagine importanti non compaiono mai nei risultati, se Search Console mostra pagine "scoperte ma non indicizzate" che restano in quella condizione per settimane — il problema potrebbe non essere editoriale. Potrebbe essere strutturale.
Per sapere davvero in che stato è il tuo sito serve un'analisi che verifichi come Google lo vede, non come lo vedi tu. Che identifichi i blocchi, le inefficienze, i segnali contraddittori che potrebbero sabotare qualsiasi investimento futuro.
FAQ
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Prima di investire in contenuti o campagne, verifica se la struttura del tuo sito permette a Google di vedere e valorizzare quello che pubblichi.
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