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Perché la SEO non funziona (anche quando fai tutto "giusto")

Pubblichi contenuti, ottimizzi i meta tag, costruisci backlink. Ma il traffico non arriva. Il problema potrebbe non essere nei contenuti, ma in quello che succede prima che Google li veda.

6 febbraio 20268 min readDi Marco Contin
Grafico di traffico organico piatto nonostante pubblicazione costante di contenuti
#SEO#SEO tecnica#problemi SEO#crawlability#indicizzazione#audit SEO

Perché la SEO non funziona (anche quando fai tutto "giusto")

Stai facendo tutto quello che ti hanno detto di fare. Pubblichi contenuti regolarmente. Scegli le keyword con gli strumenti giusti. Ottimizzi i title e le meta description. Magari hai anche investito in link building.

Eppure il traffico organico non cresce. O cresce molto meno di quanto dovrebbe considerando lo sforzo che stai facendo.

La reazione istintiva è pensare che serva di più: più contenuti, migliori contenuti, più backlink, keyword diverse. Ma prima di raddoppiare gli sforzi, vale la pena chiedersi: e se il problema non fosse cosa fai, ma cosa succede prima?


Il mito del "fai di più, ottieni di più"

C'è una narrazione dominante nella SEO che funziona più o meno così: la visibilità organica è direttamente proporzionale alla quantità e qualità dei contenuti che pubblichi. Se non ottieni risultati, devi pubblicare di più, o meglio.

Questa logica ignora completamente cosa succede tra la pubblicazione di un contenuto e la sua comparsa nei risultati di ricerca. E quello che succede in mezzo è spesso il vero problema.

50-70%
delle pagine pubblicate non raggiunge mai la prima pagina di Google
Fonte: Ahrefs Content Study

Perché così tante pagine falliscono? Non sempre per mancanza di qualità. Spesso per motivi che non hanno nulla a che fare con il contenuto stesso.

Il problema invisibile

Un contenuto può essere perfetto dal punto di vista editoriale e completamente invisibile per i motori di ricerca. Non perché non sia valido, ma perché qualcosa impedisce a Google di vederlo correttamente.


Quando la SEO non parte proprio

La SEO funziona in tre fasi sequenziali: prima Google visita la pagina (crawling), poi decide di includerla nel suo indice (indexing), infine decide dove posizionarla (ranking). Se la prima fase fallisce, le altre due non avvengono.

E la prima fase può fallire per motivi che non sono mai visibili a chi naviga il sito normalmente.

ProblemaCosa vedi tuCosa vede Google
Server lentoPagina che carica in 2-3 secondiTimeout, crawl interrotto
JavaScript non renderizzatoContenuto completo e interattivoPagina vuota o parziale
Robots.txt mal configuratoSito funzionanteAccesso negato
Canonical erratoPagina correttaSegnale di andare altrove

Questi problemi non generano errori visibili. Non rompono nulla. Il sito funziona perfettamente per gli utenti. Ma per Google è come se quelle pagine non esistessero, o esistessero a metà.


Dove si nascondono i problemi

I motivi per cui la SEO non produce risultati nonostante "tutto sia fatto bene" ricadono quasi sempre in quattro categorie. Non servono competenze tecniche per capire il meccanismo — serve sapere che esistono.

Il server non risponde abbastanza velocemente

Google ha un tempo limitato per visitare ogni sito. Se il server risponde lentamente, il crawler scansiona meno pagine per sessione. Il risultato: contenuti che restano fuori dall'indice, non perché non siano validi, ma perché Google non fa in tempo a vederli.

< 200ms
TTFB ideale per massimizzare il crawl budget
Fonte: Google Search Central

Il punto critico è che la velocità percepita da un browser con cache non è la stessa che sperimenta un crawler che parte da zero. Il sito può sembrarti veloce. Per Googlebot, potrebbe non esserlo.

Il contenuto non viene visto per intero

I siti moderni usano JavaScript per caricare contenuti in modo dinamico. Google ha un sistema di rendering, ma non è istantaneo: prima scansiona l'HTML grezzo, poi mette la pagina in una coda per il rendering JavaScript. Se qualcosa blocca questo processo — un errore nel codice, una risorsa esterna non raggiungibile — il contenuto resta invisibile.

Pagine che per te sono complete e interattive, per Google possono essere vuote. E pagine vuote non si posizionano.

Segnali tecnici contraddittori

Un sito può inviare a Google segnali inconsistenti senza che nessuno se ne accorga: un tag canonical che punta alla pagina sbagliata, un noindex inserito per test e mai rimosso, versioni duplicate della stessa pagina con URL diversi. Quando Google riceve segnali contraddittori, fa una scelta. E spesso non è quella che vorresti.

35%
dei siti ha problemi di canonical o segnali contraddittori
Fonte: Screaming Frog Technical SEO Report 2024

Risorse sprecate su pagine inutili

Google non ha risorse infinite. Assegna a ogni sito un "budget" di pagine da scansionare per sessione. Se quel budget viene consumato da pagine irrilevanti — parametri URL, filtri, paginazioni infinite — le pagine importanti del sito restano in coda. Per siti piccoli questo raramente è un problema. Per siti con centinaia o migliaia di pagine può essere il collo di bottiglia principale.


Perché questi problemi restano nascosti

La ragione per cui questi problemi sopravvivono indisturbati è strutturale. La diagnostica tecnica richiede competenze diverse dalla produzione di contenuti, e il mercato SEO è orientato verso la produzione: pacchetti di articoli, calendari editoriali, strategie di keyword. Sono servizi più facili da vendere e da capire.

Il risultato è un punto cieco sistematico: chi gestisce la strategia SEO spesso non ha gli strumenti per vedere i problemi infrastrutturali, e chi ha gli strumenti tecnici spesso non è coinvolto nella strategia. La domanda "Google riesce effettivamente a vedere questo sito?" viene saltata, e si passa direttamente a "cosa pubblichiamo questa settimana?".

Il punto cieco

Se nessuno ha mai verificato come Google vede il tuo sito — non come lo vedi tu — stai costruendo su una base che potrebbe non reggere. E non lo saprai finché non guardi.


Come capire se è il tuo caso

Non tutti i problemi di traffico organico sono tecnici. A volte è davvero una questione di contenuti, di competizione, di autorevolezza del dominio. Ma ci sono segnali specifici che indicano un problema sotto la superficie.

Cosa osserviPossibile causa strutturale
Traffico piatto nonostante pubblicazione costantePagine non indicizzate o indicizzate parzialmente
Pagine importanti assenti dai risultatiProblemi di crawlability o segnali contraddittori
Posizionamenti che oscillano senza motivoContenuti duplicati o canonical errati
Search Console: 'Scansionata, non indicizzata'Qualità percepita bassa per problemi tecnici, non editoriali

Se ti riconosci in uno o più di questi segnali, il passo successivo non è produrre più contenuti. È capire cosa sta succedendo sotto.

Un'analisi SEO strutturale verifica esattamente questo: non se i contenuti sono "ottimizzati", ma se il sito permette a Google di vederli e valorizzarli. È il primo passo per qualsiasi strategia che voglia produrre risultati reali.

Per capire come l'infrastruttura impatta sulla visibilità — anche nelle risposte generate dall'AI — leggi: SEO e AI: Perché il Vero Vantaggio È l'Infrastruttura.


FAQ


Verifica se il tuo sito ha problemi strutturali

Prima di investire altro in contenuti, verifica se la base tecnica permette a Google di vedere e valorizzare quello che pubblichi.

→ Analisi SEO Infrastruttura: verifica gratuita

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MC
Scritto da

Marco Contin

Web developer freelance specializzato in siti web per strutture ricettive e ristoranti in Veneto. Creo siti veloci, ottimizzati SEO e facili da gestire.

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